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L’emergenza per il nuovo Coronavirus ha costretto molti di noi al lavoro da casa, il tanto famoso Smart Working. Questa condizione per molti di noi é del tutto nuova, e spesso, ci dimentichiamo, durante le Conference Call che i nostri interlocutori, ci guardano e ascoltando. Vediamo come farci trovare preparati al lavoro digitale.

Impreparazione e gaffe dello Smart Working

Sono molti gli italiani, che per la prima volta si stanno confrontando con il lavoro da casa. Alcuni hanno difficoltà a rapportarsi con le nuove tecnologie, perché non le conoscono o utilizzano limitatamente, molti altri, nel confort delle loro abitazioni, si dimenticano di trovarsi in un ambiente lavorativo. Su giornali e riviste, abbiamo letto di numerose gaffe durante le riunioni in videoconferenza, alcune molto divertenti, altre che possono avere ripercussioni sulla vita professionale.

Alcune regole per affrontare la Conference call

Dobbiamo tenere sempre ben presenti due concetti base, anche se da casa, stiamo lavorando, ed anche se ci troviamo nella nostra stanza, stiamo affrontando una riunione professionale. Come solitamente ci prepariamo ad un incontro di lavoro, la stessa cosa dobbiamo fare in questa situazione. Sicuramente quando il nostro capo ci dice di partecipare ad una riunione arriviamo puntali, la stessa cosa dobbiamo farla quando dobbiamo partecipare ad una conference call. Quindi il programma per la conferenza va scaricato per tempo, ed é consigliabile connettersi qualche minuto prima dell’orario pattuito.

Outfit per le riunioni online

L’abbigliamento é molto importante al lavoro, e quindi lo é anche in videoconferenza. Se il nostro outfit professionale é elegante, dobbiamo cercare di mantenerlo, al massimo renderlo un filo più sportivo, il maglioncino alla Marchionne solitamente funziona sempre. Rende la situazione meno abbottonata, ma rimane comunque professionale. Se invece in ufficio non ci é richiesto un abbigliamento specifico, manteniamo anche online, quello delle nostre giornate lavorative.

In videoconferenza veniamo visti dal nostro interlocutore

Come il nostro Presidente Sergio Matterella, anche noi non possiamo andare dal barbiere. Questo però non giustifica uno stile sciatto e trasandato quando ci troviamo in Conference Call. Il nostro taglio di capelli non sarà perfetto, ma possiamo comunque metterlo in ordine. Pettiniamoci, mettiamoci della gelatina, o semplicemente bagnato la chioma, in modo che il look sia in buono stato.

 

Perché in video sembra che ho meno capelli?

Quando andiamo in video, che sia mediante webcam o telecamere, viene aumentato l’effetto visivo del diradamento dei capelli. Questo perché le luci, e le apparecchiature video, mettono in risalto le zone chiare. Se quindi solitamente copriamo una leggera stempiatura, con la pettinatura, questo trucco difficilmente funzionerà in video. L’utilizzo di un cappelli, invece non si addice ad una riunione di lavoro. Come possiamo ovviare a questo problema?

Nascondere il diradamento dei capelli in video

Per nascondere il diradamento dei capelli esiste un cosmetico molto valido. Questo prodotto viene utilizzato al momento del trucco per programmi tv, moda e cinema. Sono le polverine per capelli. Fra le più famoso ci sono le Microfibre di Cheratina Toppik, che aderiscono al capello grazie alla carica elettrostatica, e fanno apparire la chioma più folta e voluminosa. Se vuoi saperne di più su Toppik, CLICCA QUI.

 

Ogni piattaforma web, é rivolta ad un ambiente diverso

Chi utilizza quotidianamente internet per lavorare, sa perfettamente che ogni piattaforma ha degli usi e scopi differenti. Un email per esempio, é una lettera a tutti gli effetti, con cui si possono fare comunicazioni articolate e no, ma non deve essere confusa con Whatsapp. Quindi evitate di inviare catene di Sant’Antonio o Meme via email. Anche Whatsapp va preso con le giuste precauzioni. Si sconsigliano le comunicazioni lavorative via Whatsapp, ma se proprio dovete farlo ricordate di utilizzare un tono professionale.

Social Media, utilizziamoli correttamente

Questa emergenza, sta provocando una congestione di traffico internet, sopratutto quella sviluppata sui social media. Ricordiamoci le regole principali. Su Facebook, si controlla quanto siano invecchiate le ex, o gli ex, e al massimo si conversa in modo leggero. Su Instagram, si condividono le foto, e sarebbe meglio che siano per lo meno ben fatte. Su Twitter si discute accesamente di politica o comunque di attualità. Su Linkedin invece si trattano temi professionali, e non si condividono meme, o propaganda politica. In ultimo, ricordiamoci che i Social non sono una fonte di informazione.

 

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